Canon EF 16-35mm f / 4 L IS USM – Recensione / Lens Test Report

Posted in Tecnica Fotografica with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 07/05/2014 by Francesco Campanale

Recensione di Klaus Schroiff - Tutti i diritti riservati

 

Introduzione

“Canon costruisce alcune delle migliori lenti in giro”.

Tuttavia, questa affermazione vale soprattutto per i teleobiettivi. (Con buona pace dei nikonisti e dei loro ultragrandangolari eccezionali. ndt)

Ad oggi la situazione non era poi così gloriosa in particolare nel segmento ultra-wide.

Certo il Canon TS-E 17 millimetri f / 4 è un’eccezione alla regola, ma questo non è certo un obiettivo adatto alla maggior parte dell’utenza fotografica.

L’unico obiettivo zoom “prosumer” Canon è (era) il Canon EF 17-40mm f / 4 L USM che risale all’era dei rullini. (non pensato, quindi, per lavorare con i sensori digitali attuali. ndt). Sulla carta è sicuramente interessante per quanto riguarda la sua, relativamente, lunga escursione focale e, forse ancora di più, per il prezzo abbastanza attraente. Purtroppo è un obiettivo scarsamente performante, con angoli morbidi nelle focali più basse (per le quali sono partite leggende metropolitane relativamente al tipo di esemplare: selettore piatto e non piatto. Tutte fantasie. ndt).

Ci sono voluti diversi anni, ma adesso Canon ha appena rilasciato il successore: il Canon EF 16-35mm f / 4 L IS USM.

Canon ha quindi sacrificato un pò di escursione massima, preferendo aggiungere 1mm in più nella bassa (ovviamente preferita dai più, dato che chi acquista queste lenti per full frame, lo fa per fare paesaggistica/architettura, ndt.).

La nuova lente aggiunge anche uno stabilizzatore d’immagine –  per la prima volta Canon implementa uno stabilizzatore in un obiettivo ultragrandangolare, dichiarando di poter arrivare ad un potenziale “guadagno” di 4 stop. Ha quindi un potenziale migliore per le scene in luce bassa (statiche) rispetto al suo cugino più grande – l’EF 16-35mm f/2.8 USM L II.

Purtroppo questo avviene ad un prezzo non indifferente. (Anche se alcuni store online lo vendono in un intervallo compreso tra 815 e 1100 €

Una tendenza che abbiamo già visto con il Canon EF 24-70mm f / 4 L IS USM contro il EF 24-70mm f/2.8 USM L. E ‘anche altrettanto pesante e grande come la lente f/2.8.

La qualità costruttiva di questo obiettivo è molto alta proprio come ci si aspetterebbe da una lente L di Canon. Nessuna oscillazione di sorta e controlli molto solidi.

La parte centrale della lente è stata costruita con plastica di ottima qualità, qualcuno avrà da ridire perchè non è stata inserita in metallo, ma evidentemente è stato fatto un ragionamento sul peso complessivo della lente. L’obiettivo è inoltre progettato per sopravvivere in condizioni difficili con una sigillatura contro polvere e umidità (ma attenzione, per assicurare la totale impermeabilità è necessario installare un filtro sulla lente frontale).

La lunghezza esterna non varia durante le operazioni di zoom, l’elemento frontale non ruota durante la messa a fuoco ,ovviamente. 

La lente ha un motore USM ad anello basato su un sistema di messa a fuoco frontale,  conseguentemente la velocità AF è molto alta.  Come ogni sistema di messa a fuoco di Canon, USM, la messa a fuoco manuale è sempre possibile anche durante lo scatto in modalità AF-one shot.

L’autore della recensione afferma che quando lo stabilizzatore di immagine è attivo, ci sia una perdita minima di qualità d’immagine. Personalmente non credo che sia possibile.

Ed ecco la prima tabella di confronto della lente con il suo predecessore 17-40 e la sorella maggiore 16-35 f2.8

SPECIFICHE Canon EF 16-35mm f/2.8 USM L II Canon EF 16-35mm f/4 USM L IS Canon EF 17-40mm f/4 USM L
Costruzione Ottica 16 elementi in 12 gruppi 
(3x asph. & 2xUD elements)
16 elementi in 12 gruppi 
(3x asph. & 2xUD elements)
12 elementi in 9 gruppi
(3x asph. & 1xSUD elements)
Lamelle diaframma 7 (circolari) 9 (circolari) 7 (circolari)
min. distanza di messa a fuoco 0.28m 
(~1:4.5 @ 35mm)
0.28m 
(~1:4.3 @ 35mm)
0.28m 
(~1:4 @ 40mm)
Dimensioni 89x112mm 83x113mm 84x97mm
Peso 640g 615g 475g
Dimensione filtro 82mm (non-rotante) 77mm (non-rotante) 77mm (non-rotante)
Paraluce incluso, forma a petalo incluso, forma a petalo incluso, forma a petalo
Other features Predisposizione per filtri a gelatina Predisposizione per filtri a gelatina, IS Predisposizione per filtri a gelatina

Passiamo ora al test della lente effettuato utilizzando un corpo 5d mark II e strumentazione da laboratorio.

Distorsione

Obiettivi zoom ultra-wide tendono a soffrire di distorsione dell’immagine piuttosto pesante e questo è vero anche per l’EF 16-35mm f / 4 L IS USM. A 16 millimetri produce un forte grado di distorsione a barilotto (3,4%), ma che potrà essere tranquillamente corretta in post-produzione.

A 20 millimetri la situazione migliora (1,6%) e c’è solo un pò minore della sinistra a 24mm (un po’ ondulata però) prima di passare alla distorsione a cuscinetto moderata a 35 millimetri (1,6%). Questo è più o meno in linea a quello che abbiamo visto da Canon ed altri produttori finora per questa categoria di lenti.

 

Vignettatura

La quantità di vignettatura è rilevante (2.1EV) alla focale di 16 millimetri ed apertura f / 4, anche se  non è peggiore di quella del vecchio EF 17-40mm f / 4 USM L.

A f/5.6 la situazione migliora in maniera significativa e ad f/8 è abbastanza accettabile nel difficile campo del full frame. 

MTF (risoluzione)

La risoluzione caratteristica varia un pò per tutta la gamma di zoom ma è generalmente su un livello molto elevato per questo obiettivo. La performance al centro è da molto buona a eccellente  a tutte le lunghezze focali ed a tutte le aperture. L’obiettivo EF 16-35mm f / 4 L IS USM ha il suo punto debole a 16mm, come tutte le lenti ultrawide, ma la qualità negli angoli, nonostante tutto, è molto buona, questo è certamente un miglioramento rispetto a quello che abbiamo visto da Canon fino a qui.

Vi è, tuttavia, una diminuzione della qualità a 35 mm. La qualità del centro è ancora lì, ma la qualità di confine / angolo varia “solamente” da buona a molto buona. C’è anche un po ‘di curvatura di campo a 35 millimetri ma non è drammatica. 

La qualità di messa a fuoco del campione testato era buono.

Di seguito una sintesi semplificata dei risultati formali. Il grafico mostra la larghezza delle linee per l’altezza dell’immagine (LW / PH), che può essere preso come una misura di nitidezza. 

 

Aberrazioni cromatiche (CA)

Aberrazioni cromatiche laterali (ombre di colore a contrasto transizioni difficili) sono insolitamente ben controllati per tale obiettivo. Anche il picco (@ 16 mm) rimane al di sotto 1px in media alle frontiere dell’immagine. (Comunque un passo migliorativo non indifferente rispetto al 17-40 f4L che soffriva di AC agli angoli anche a diaframmi chiusi. ndt)

Potete vedere i risultati qui.

Bokeh

In genere non si testa la qualità del bokeh sulle lenti ultra-wide. Tuttavia, per un obiettivo grandangolare lo sfocato del 16-35 f4L è gradevole anche se non raggiunge la qualità di un obiettivo tele discreto. Di seguito è riportato un esempio di una scena davvero difficile con forti contrasti. La maggior parte delle lenti in questi scenari va in crisi, il 16-35 f4L se la cava molto bene a differenza di altre lenti ultragrandangolari.

Verdetto

Il Canon EF 16-35mm f / 4 L IS USM è sicuramente un passo avanti significativo nel parco di lenti ultragrandangolari di Canon. La lente è in grado di fornire una prestazione impressionante in quasi tutta la gamma focale, ma soprattutto tra nell’intervallo 16-24mm. La qualità del centro è stellare e anche gli angoli sono taglienti. Non si può davvero raggiungere lo stesso livello di prestazioni di picco a 35 millimetri, ma se la cava neanche qui. Canon ha imparato a gestire l’aberrazione cromatica laterale, anche se non del tutto assente. La AC si mantiene su valori molto bassi a meno di fotografie con contrasti alti. La vignettatura è tipica per un obiettivo di questa categoria quindi bisogna imparare a gestirla, specie a 16mm ed f4. La distorsione a 16mm non è un problema se si utilizzano gli opportuni strumenti software nella post produzione. 
La qualità costruttiva è molto alta e sicuramente idonea per un obiettivo di questa fascia professionale. La tropicalizzazione e le ghiere di controllo molto lisce e solide sono un ottimo valore aggiunto.

Tenete conto che il EF 16-35mm f / 4 L IS USM non è una lente piccola, in termini di dimensioni e peso, è quasi identica al EF 16-35mm f/2.8 USM L II. Non sorprende che l’AF è molto veloce e silenzioso. Lo stabilizzatore d’immagine è certamente un interessante valore aggiunto. Di solito non è utile per la fotografia di paesaggio (a meno di scatti in aeb al tramonto dove al valore -2 si arriva per valori intorno ad 1/2s, ndt), ma nelle fotografie dove c’è una scarsa illuminazione di scena, può tornare molto utile.

Consigliamo il EF 16-35mm f / 4 L IS USM rispetto al EF 16-35mm f/2.8 USM L II e EF 17-40mm f/4 L USM? Sì, certamente. Il miglioramento delle prestazioni nella critica gamma 16-20mm è evidente. Che si tratti di un valore di oltre il Tokina 16-28mm f/2.8 AT-X Pro DX è una domanda più difficile, anche se si può trovare un buon esemplare. Tuttavia, l’obiettivo Canon è più resistente nelle scene con luce diretta frontale, ed è sicuramente un plus considerando la lunghezza focale della lente. 

 

Primo acquisto fotografico reflex: Canon o Nikon?

Posted in Fotografia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 08/04/2013 by Francesco Campanale

Rispondo a questa domanda che mi è stata fatta:

“vorrei capire perchè mi consigli nikon rispetto a canon. Qualche motivo tecnico, qualità/prezzo, o per il fatto che tengono meglio il valore?”

Trovo che come ergonomia canon sia scesa in basso per le xxxd e xxd (sembrano giocattolini di plastica).

il sensore è sempre lo stesso da eoni, non capisco perchè la 700d non l’abbiano chiamata 650ds (sto ironizzando, ovvio).

nikon ha un costo maggiore come ottiche? nì, ricordiamo le ultime uscite di ottiche canon (35is ad esempio) che costa 3 volte il vecchio 35 e non è un serie L.

mentre se prendi il 35 f1.8G di nikon ha resa di sicuro superiore e costi, tuttavia, ragionevoli.
Vogliamo parlare della resa del 50 f1.4G di nikon? ordini di grandezza superiore all’equivalente di canon.

Insomma io ho come l’impressione che canon stia curando troppo il segmento video e stia mandando a farsi fottere il mondo dei “puristi” (passatemi il termine) fotografici.

Io ho avuto 450d e 40d come apsc, erano corpi ben fatti, ma le ottiche efs tagliavano ogni possibilità a chi costruiva corredi in ottica ff (un caso su tutti è quello dell’ultragrandangolare 10.22 canon, dopo aver preso la 5d l’ho dovuto praticamente buttare).

E poi, a me pare che la qualità d’immagine dei sensori nikon sia superiore, più calda e ben “fatta” (sono sensazioni difficili da descrivere).

La morale è che se non avessi 5d con 70.200/17.40/50 e dovessi iniziare da zero, prenderei l’equivalente nikon con d700.

Inoltre la qualità di immagine di Nikon, come resa e colori, è nettamente superiore, specie “ad alti iso”.

Mi è stato inoltre chiesto:

“Prendendo ad esempio d3100 vs d3200, vedo che si passa da 14 a 24Mpx lasciando completamente invariata la dimensione del sensore. Da quello che mi pare di aver capito, in principio questo è male (più i pixel sono vicini, più rumore c’è, no?).” Corretto.

Siccome immagino che non possano essere stati così idioti da peggiorare la qualità dell’immagine aggiornando il modello, mi chiedo quali altri fattori influenzano la rumorosità dell’immagine? Esistono test/benchmark/chissà cos’altro a riguardo? Diffidare di un sensore con più punti a parità di dimensione è sbagliato?Corretto. (come qualità di immagine ad alti iso, la d3000 è migliore della d3100 che a sua volta è migliore della d3200)

Sullo stesso tema, ho letto in giro (e mi pare ragionevole anche se non ho capito bene in dettaglio) che tanto maggiore è la risoluzione del sensore, tanto più si beneficia di ottiche di qualità più alta. È vero anche al contrario? Ovvero, un sensore più definito, a parità di tutte le altre caratteristiche, risente maggiormente, rispetto ad un sensore con definizione più bassa, dell’uso di ottiche “entry level”? Il concetto di “risolvenza” della lente è vero, per “fortuna” l’avanzamento della tecnologia dell’elettronica dei sensori è, appunto, limitata dalle leggi dell’ottica.

La morale è:

  • a bassa sensibilità (iso 100-400) sono tutte uguali
  • ad alta sensibilità è sicuramente da preferire un sensore a risoluzione <20mpx, certamente con i nuovi sensori ci saranno algoritmi di riduzione del rumore e processori più potenti, ma considera che in fotografia “analogica” non si superavano gli 800 iso ed il treppiede era un accessorio obbligatorio.
  • Le lenti “entry level” risolvono bene su sensori poco densi, lenti “professionali” NON hanno difficoltà su sensori poco densi.
  • Lenti “entry level” hanno difficoltà su sensori densi.

Se avete bisogno di una reflex per “iniziare” il vostro percorso, ricordate che la vera fotografia la si fa per l’80% con l’obiettivo e per il 20% con il sensore.

Per cui, parlando solo di corpi nikon, meglio una 3100 e un 50 f1.4G invece di una 3200 con 18.55.

Appena capirai i limiti del corpo macchina la rivenderai e comprerai una “full frame”.

Ma a bassi mpx pure quella, eh.

Twitter for dummies (Muovere i primi passi)

Posted in Attualità with tags , , , , , , , , , , , , , on 06/13/2012 by Francesco Campanale

In Italia il social network Twitter è ancora un tabù per molte persone, probabilmente perchè i più non lo capiscono da subito, oppure non ne comprendono l’utilità.

Con questo articolo tento di spiegare come muovere i primi passi nel mondo “cinguettoso” di twitter.

Prima di tutto, perchè Twitter?

Twitter è il sistema migliore per restare informati al giorno d’oggi. Se vuoi sapere che cosa dicono, pensano e discutono persone di tutto il mondo, infatti si possono trovare notizie molto interessanti sui giornali e siti di informazione online, ma su Twitter si può accedere direttamente alle fonti leggendo i racconti di chi, ad esempio, davvero fa le rivoluzioni, come nel caso dell’Egitto, o di chi deve confrontarsi con un disastro naturale spaventoso come lo tsunami in Giappone, il terremoto in Emilia, le maxiemergenze e le curiosità nazionali.

Inoltre lo si usa perché si ha qualcosa da dire agli altri. Ognuno di noi ha argomenti cui tiene maggiormente e sui quali è pronto a confrontarsi e mettersi in discussione. Twitter consente di farlo e imparare un sacco di cose aggiuntive per arricchire le proprie conoscenze. E anche gli altri possono imparare dalle nostre.

Facebook è fatto per i tuoi amici; Twitter è per i tuoi amici e per chiunque possa essere interessato a quello che dici.

Ed ecco i 10 consigli da seguire, riportati su alcuni blog, che spiegano come muovere al meglio i primissimi passi su twitter:

1) Vai su twitter.com e crea un account. Scegli un nome breve oppure il tuo nome come nickname. Carica una foto, inserisci una breve biografia, indicando quello che fai e gli argomenti che ti interessano. Magari un link al tuo blog o sito;

2) Hai a disposizione 140 caratteri per ogni tweet. Cerca di usarne un centinaio ogni volta, così se qualcuno vuole risponderti citandoti, ossia mettendo fra virgolette il tuo nick e il tuo tweet, avrà spazio e più gente leggerà il tuo tweet;

3) Puoi creare uno sfondo ad hoc oppure utilizzarne uno dei predefiniti. Puoi semplicemente cambiare i colori o cominciare con il caricare una foto, dimensioni all’incirca 1280×1024, se lo inserisci da te l’importante è che non pesi troppo (max 800 pixel, ma è consigliabile stare sotto i 300, così si carica prima la pagina);

4) Prima di cominciare a twittare, inizia a seguire delle persone. Cerca fra i tuoi amici e ricorda che le persone che segui non sono obbligate a seguirti. Spesso, però, lo faranno. Sentirai parlare di “Follower” (Un follower è l’utente di twitter che ha deciso di seguirti e che quindi legge i tuoi tweet.) e “Following” (Utente twitter che hai deciso di seguire e di cui leggi i suoi tweet.)

5) Ci sono account che vorrai seguire, ma non sempre. Crea delle liste per argomenti e inseriscili dentro: quando deciderai di guardare i loro tweet li troverai nelle liste, ma non finiranno nel tuo stream. Io per esempio sto tentando di mettere testate e blog che seguo nelle liste e persone nello stream, salvo rari casi;

6) Se vuoi farti seguire da qualcuno, comincia a rispondere ai suoi tweet.

7) Hashtag: sono quelle parole con il # davanti (che puoi includere o meno nei tuoi tweet, ndr). In sostanza identificano l’argomento di cui si parla, ma anche i trend di cui si discute o che si vogliono creare. Alcuni sono ricorrenti, come #sapevatelo. Altri hanno una funzione specifica: #in o #fb per aggiornare anche lo status di LinkedIn o Facebook. #ff significa follow friday, ossia i consigli sugli account da seguire che vuoi dare ai tuoi follower. Si usa di venerdì, per consuetudine. Il simbolo # è quindi usato spontaneamente dagli utenti per indicare una parola chiave all’interno del proprio messaggio. E’ utile per tener traccia degli argomenti discussi su twitter e per le ricerche all’interno del motore di ricerca integrato su Twitter.

8) Mention e Reply: Il simbolo @ è usato per menzionare il nickname di un altro utente (preceduto dal simbolo @) all’interno del tuo tweet, oppure per rispondere ad un tweet.

9) RT o Retweet: Quando ti piace un tweet altrui oppure ritieni che il tweet di un altro utente sia rilevante per i tuoi follower puoi retwittare il suo tweet. Attualmente ci sono due modi fare un retweet:
- automaticamente, cliccando sul bottone “Retweet” nella time line
- manualmente, anteponendo RT al messaggio.

10) Trend: Twitter indica gli argomenti più twittati proprio sulla base degli hashtag. Spesso e volentieri però i trend non sono interessanti, ma legati a personaggi famosi o stupidaggini.

11) Cerchi qualcosa o qualcuno? Usa la barra ricerca, mettendo la parola chiave che cerchi o il nome dell’utente che vuoi trovare.

12) Scarica ora l’app ufficiale per iPhone, iPad, Android, Blackberry o Windows Phone per twittare e leggere gli update comodamente quando sei in giro;

13) Per quando sei al computer, puoi puntare sull’app Tweetdeck per Chrome, oppure la stessa app standalone. Puoi usarla anche per gestire Facebook e Foursquare, anche su mobile, ed è ottima per seguire un trend. Su Mac funziona bene anche l’app ufficiale che trovi nell’app store. Di client per twitter poi ce ne sono un’infinità.

Canon 100mm f2

Posted in Fotografia, Uncategorized with tags , , , , , , , , , , , on 03/14/2012 by Francesco Campanale
“Non sono pazzo, o forse si?”

è stata la frase ricorrente dopo aver venduto il Canon 100mm f2.8L IS Macro.
“Ma perchè lo hai venduto?”
Dovete sapere che sulla 5d, che è un formato pieno, fare macro con un 100mm è abbastanza svenante, troppo breve la distanza di lavoro tra il soggetto e la lente, quindi non si poteva usare più di tanto.
E per cosa lo usavo? Per la ritrattistica! Usando la luminosità abbastanza alta (f2.8), potevo fare dei ritratti con dei bokeh molto molto belli.
Ma non si dà giustizia ad un serie L in questo modo, negli ultimi tempi la frequenza di utilizzo di questa lente era infatti sempre più bassa, complice il fatto che, quando si usa un macro per fare un ritratto, non si ottiene un buon risultato.
E non è un discorso di cattiva qualità di immagine, anzi!
I primi tempi del mio passaggio al digitale, non davo molta retta a chi diceva “la lente macro non è adatta per fare i ritratti”, per via dell’alta definizione che i macro DEVONO avere ad apertura massima.
Ebbene, dopo le prime prove, con i macro di canon, il 60 e il 100f2.8 iniziavo ad avere il sentore di ciò.
Con il 100f2.8L macro ho avuto la prova! Provate a fare un ritratto femminile con un macro, avrete una definizione senza paragoni sul viso, per cui ogni minimo poro di pelle, ogni minima imperfezione salterà ad occhio, e per ogni immagine si doveva lavorare un sacco in post produzione per renderla accettabile.

Morale della favola, ci voleva una lente da ritratto, così come mamma Canon la concepiva.

Ho avuto modo di provare il canon 85 f1.8, ma non è stata una lente che mi ha mai soddisfatto in pieno. Un bokeh bellissimo, una definizione di immagine molto buona, ma un difetto che è di serie: il purple fringing.

Non contento, dopo il primo 85, ne comprai un’altro, di diversa serie e anno di produzione.
Il difetto era identico, sconsolato andai dai gentilissimi tecnici del canon camera service di milano.
Era un difetto noto e conclamato dell’85, al quale non si poteva porre rimedio in alcun modo, o meglio un modo c’era, usare la pellicola, dove quel difetto era fortemente ridimensionato.

Le alternative erano a questo punto due: Canon 135mm f2L e Canon 100 f2.

Del canon 135mm f2L si conoscono da quando è nato i suoi pregi, e non si può dire nulla.
Del 100mm f2 invece si conosce ben poco, perchè come il 135 è una lente ideale per macchine a formato pieno, e quindi ha avuto una diffusione relativamente bassa.
Photozone.de è un sito che in genere consulto spesso prima di acquistare una lente, e del 100mm ne parlava più che bene, e conclude con una frase che mi ha orientato a sceglierlo: “i difetti del purple fringing dell’85 su questa lente sono un incubo da dimenticare”.
Non ho esitato un secondo in più, ho iniziato a girare in rete per vedere dove acquistarlo.
Grazie al grande trovaprezzi.it ho individuato un negozio: lina24.com che lo vendeva ad uno dei prezzi più bassi della rete: 409€
Il paraluce per la lente, ovviamente non essendo una serie L, viene venduto separato, ho provveduto ad acquistarlo sempre da lina24.com a 25€.
La disponibilità era data a 3-8gg, l’ho ordinato sabato, scegliendo come metodo di pagamento il bonifico bancario, ed oggi il corriere ha suonato portandomi il pacco.
Servizio impeccabile, imballaggio perfetto, molto consigliato!

Ho effettuato qualche scatto, mettendo la lente in condizioni di lavoro di alto contrasto, per verificare se photozone avesse detto il giusto.
Ed è vero.
Il bokeh di questa lente è praticamente uguale a quello del 100L e, non me ne vogliano i possessori, di pochissimo inferiore a quello del 135L.
La minima distanza di messa a fuoco è 0.9m che per i ritratti è l’ideale.
Il motore di messa a fuoco è del tipo usm, molto rapido e prevede la correzione manuale in qualsiasi momento, anche quando è selezionata la modalità AF.

Per cui le prime impressioni sono assolutamente positive!

Prossimamente parleranno le foto :)

LightAID: il libro!

Posted in Uncategorized on 12/08/2011 by Francesco Campanale
LightAID: il libro! by Francesco Campanale
LightAID: il libro!, a photo by Francesco Campanale on Flickr.

Tramite Flickr:
Abbiamo fatto i salti mortali, lavorato per giorni, e finalmente siamo orgogliosi di annunciarvi la disponibilità del libro “LightAID: fotografi italiani per la ricerca”
Abbiamo fatto il possibile per renderlo disponibile in questi giorni, in questo modo, ordinandolo entro domenica 11/12/11, sarà disponibile nelle vostre case per il periodo Natalizio, un regalo differente, dai nobili intenti.

Potete ordinare il libro a questo indirizzo: it.blurb.com/bookstore/detail/2785022

Troverete disponibili tre versioni, la differenza è nella finitura della copertina e della carta utilizzata per la stampa.

Per ogni copia venduta, l’editore Blurb, devolverà 10€ ad AIRC.

Ci auguriamo che la nostra iniziativa abbia ora un riscontro importante, sperando di poter organizzare una nuova ed emozionante edizione di questo concorso fotografico.

Cogliamo l’occasione per ringraziare chi ha partecipato, chi ci ha sostenuto pubblicizzando l’iniziativa, il team di giurati che ha scelto le foto, Mauro Bastelli per la splendida introduzione del libro, e tutti coloro che hanno creduto e scommesso nel progetto.

Filosofia di vita

Posted in Uncategorized with tags , , , , , , , on 07/10/2011 by Francesco Campanale

1. Non bisogna dimenticare che il karate comincia con il saluto, e termina con il saluto.

2. Nel karate, non si prende l’iniziativa dell’attacco.

3. Il karate è un complemento della giustizia.

4. Conosci dapprima te stesso, poi conosci gli altri.

5. Nell’arte, lo spirito importa più della tecnica.

6. L’importante è mantenere il proprio spirito aperto verso l’esterno.

7. La disgrazia proviene dalla pigrizia.

8. Non pensare che si pratichi karate solamente nel dojo.

9. L’allenamento nel karate si prosegue lungo tutta la vita.

10. Vedi tutti i fenomeni attraverso il karate e troverai la sottigliezza.

11. Il karate è come l’acqua calda, si raffredda quando si smette di scaldarla.

12. Non pensare a vincere, ma pensa a non perdere.

13. Cambia secondo il tuo avversario.

14. L’essenziale in combattimento è giocare sul falso e sul vero.

15. Considera gli arti dell’avversario come altrettante spade.

16. Quando un uomo varca la porta di una casa, si può trovare di fronte a un milione di nemici.

17. Mettiti in guardia come un principiante, in seguito potrai stare in modo naturale.

18. Bisogna eseguire correttamente i kata, essi sono differenti dal combattimento.

19. Non dimenticare la variazione della forza, la scioltezza del corpo e il ritmo nelle tecniche.

20. Pensa ed elabora sempre.

LightAid

Posted in Uncategorized with tags , , , , , , , , , , , , on 06/14/2011 by Francesco Campanale
LightAid, a photo by Francesco Campanale on Flickr.

Parte oggi il progetto “Light Aid”

Il progetto lightAID nasce come iniziativa senza scopo di lucro e si pone un duplice obiettivo: contribuire ai progetti di ricerca italiana per le cure contro il cancro e dare visibilità a fotografi italiani promettenti.

Perché il nome lightAID? Fotografia è una parola che deriva dal greco e significa scrivere con la luce. Abbiamo pensato che la luce che ci aiuta a creare le nostre fotografie possa diventare anche una luce di speranza per chi lotta contro il cancro e per chi ogni giorno, in un laboratorio di ricerca lo combatte. Da qui nasce il progetto lightAID.

Raccoglieremo le migliori opere per la creazione di un libro che verrà messo in vendita tramite il circuito di blurb for goods, creato per questo genere di opere benefiche.

Il ricavato di ogni copia venduta sarà devoluto interamente ad AIRC.

Ulteriori info su come partecipare sul sito www.lightaid.it

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